"Signorina ma lei ce l'ha le vene, si? " guardo terrorizzata l'infermiera che mi ha infilzato un ago nel braccio e lo gira come se stesse mescolando la crema pasticcera sul fuoco...solo che non cerca di evitare che si attacchi,ma cerca le mie vene che non trova... "Si dottoressa...ma come le ho spiegato le mie vene sono profonde e sottili e anche se ne beccate una, il sangue non esce con una buona pressione...ma moolto lentamente...tiratemelo dalla mano come fanno tutti ! "
L'infermiera è lì che scava ancora nel braccio...provo ad insistere...
"Dottorè...le ho già detto che a me l'ago fa senso e che dal braccio è un impresa trovare la vena... per favore smetta di girare l'ago"...acconsente...mi sfila l'ago dal braccio e passa alla mano, tasta...ma delle vene neanche l'ombra...
"signorina non sento le vene ma ne vedo una, ora provo"...
quel "provo" mi fa rabbrividire di nuovo e penso che forse avrei dovuto dargli la mano sinistra, visto che la destra mi serve di più!! Ariecco che infila l'ago ...ohi...sulla mano fa più maleee...sento l'ago che rigira alla ricerca della vena...l'ultima volta stavo svenendo ma stavolta devo essere forte, non devo pensare a sto cappero di ago del quale ho la fobia e che mi sta torturando...devo pensare ad altro...e a cosa pensa un appassionata di cucina e golosona come me? a un dolce!! Così inizio a pensare al dolce che devo fare non appena rientro a casa, penso agli albumi nel freezer da smaltire e mentre inizio ad immaginare il mio bel dolce ecco che vedo la faccia dell'infermiera rilassarsi "Beccataaaaaaaaaaaa!!"
Oh che bello penso...abbiamo fatto un passo...e si perchè il successivo è quello di riempire le provette: il mio sangue esce senza pressione, piano piano!! Tant'è che una volta mi feci coraggio, cercai di superare la fobia degli aghi e andai a donarlo..."signorina non si preoccupi" mi disse l'infermiere "anche se sviene noi non le stacchiamo l'ago...le mettiamo le gocce sotto la lingua e lei resta lì finchè non si riempie la sacca"...
la sacca?? dopo 10 minuti di schiaffi sul braccio mi hanno trovato la vena e dopo altri 10 minuti che erano lì ad aspettare che si riempisse almeno un pochino la sacca, mi tolsero rassegnati l'ago. Praticamente gli infermieri erano tutti su di me ad assistere a questo strano "fenomeno".
Mentre ripenso a questo episodio passato finalmete si son riempite due provette ma la terza proprio non ne vuol sapere...si ferma a metà "vabbè signorina,vedremo di farci bastare questo..." Oh bene, tiro un sospiro di sollievo, incubo finito, stavolta me la son cavata con due buchi soltanto! Ora di corsa a casa a rifarmi con una bella torta cioccolatosa ^_^

La ricetta proviene dal mitico blog di Imma, io ho solo aumentato un pò gli ingredienti in proporzione alle dimensioni del mio stampo e sostituito la maizena con fecola di patate. Questa torta è di una sofficità unica ed è super cioccolatosa, la rifarò spesso!
Ingredienti:
6 albumi
120 gr di zucchero a velo
120 gr di burro
72 gr di maizena (io fecola di patate)
240 gr di cioccolato misto (io ho usato 200 gr di fondente più 40 gr di cioccolato al latte)
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
Procedimento:
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro e riversarlo in una ciotola. Aggiungere lo zucchero a velo, il lievito e la fecola setacciati, mescolando bene senza creare grumi.
A parte montare benissimo gli albumi con un pizzico di sale e inglobarli al cioccolato.
Imburrare e infarinare uno stampo da 26 cm di diametro e versare all'interno il composto.
Cuocere a 170° per 35/40 minuti (io ho cotto a 180° per 30 minuti). Infine spolverizzare con zucchero a velo.








































